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CoreOS e Google insieme. Docker sarà la vittima?

CoreOs e Google hanno annunciato un nuovo progetto dal nome Tectonic. Si tratta di un programma in fase beta che si propone di offrire uno stack alternativo a tutte le imprese che desiderano gestire le proprie infrastrutture come le società di grandi dimensioni.

Tectonic si basa sulla tecnologia dei container, un concetto diffuso da tanto tempo su Linux e soprattutto cavallo di battaglia di Docker. Sul nostro sito abbiamo dedicato più post a questa nuova tecnologia, che si propone di sostituire la virtualizzazione apportando notevoli vantaggi rispetto alle macchine virtuali. A tal proposito, molte sono state le grandi aziende che hanno scelto di affidarsi a Docker, tanto da poter pensare che questo rappresenti una vera minaccia per tutte le società che basano il loro business sulla tecnica della virtualizzazione (vedi ad esempio VMware).

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VMware, arriva il supporto ufficiale a CoreOS

Che VMware, regina della tecnologia di virtualizzazione, si senta minacciata è cosa nota ed è forse un istinto di autoconservazione a spingere l’azienda ad allearsi con diversi partner per continuare a crescere in un mondo IT in continua evoluzione. Ora tocca al neonato sistema operativo CoreOS, il cui supporto ufficiale giunge per VMware vSphere 5.5 e vCloud Air

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Da Canonical arriva Snappy Ubuntu Core per i cloud server

Canonical rilascia la beta di Snappy Ubuntu Core, una versione di Ubuntu Linux minimale e leggera, che in poco più di 100 MB di immagine racchiude tutti gli strumenti necessari per avviare e gestire un cloud server su Microsoft Azure, Google Cloud e Amazon AWS

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CoreOS, cloud computing e sistemi operativi

CoreOS potrebbe essere il sistema operativo del futuro dedicato agli sviluppatori. Per chi non lo conoscesse, CoreOS nasce in un garage di Palo Alto per volontà di Alex Polvi (CEO e cofondatore) a cui si affiancano altri tre collaboratori: Kroah-Hartman (che lavora per la Linux Fondation), Michael Marineau e Brandon Philips, CTO del progetto.CoreOS, cloud computing e sistemi operativi
E come tutti i grandi successi della Silicon Valley (anche Dave Packard, Steve Jobs e Sergey Brin hanno iniziato in un garage), ha ricevuto una cifra compresa fra uno e cinque milioni di dollari