La privacy cloud non deriva dalla localizzazione dati

Privacy cloud non è costruire un data center in territorio europeo, anche se con queste attività il vecchio continente ottiene diversi vantaggi economici

La privacy cloud non deriva dalla localizzazione dati

La privacy cloud non deriva dalla localizzazione dati. Questo è il pensiero di fondo dell’avvocato Kenneth N. Rashbaum della newyorkese Rashbaum Associates, che in un pezzo d’opinione su Cloud Tech News spiega il motivo di questo suo disagio nei confronti delle iniziative europee tese a tutelare la privacy dei dati dei suoi cittadini.

Secondo Rashbaum, le rivelazioni di Snowden nell’ambito del Datagate hanno avuto incredibili ripercussioni positive sull’intera attività economica europea e sulle opportunità di impiego di differenti settori, da quello edilizio a quello dei professionisti delle tecnologie di crittografia.

La ricerca della modalità per difendersi dal grande nemico NSA e dalla sue osservazioni poco discrete, ha fatto sì che molte economie locali avessero dei benefici inaspettati.

A dimostrazione vi sono le decisioni di alcuni grandi player IT come Apple, Google, Amazon e Microsoft di costruire i propri data center in alcuni dei paesi aderenti alla comunità europea.

Ad esempio, con la scusa della tutela della privacy cloud, Apple ha accettato di costruire due importanti data center in Danimarca e in Irlanda per una spesa totale di due miliardi di dollari. L’Europa ha trovato un modo per farsi pagare tutti gli anni di spionaggio condotto dagli USA nei confronti dei suoi cittadini, obbligando le grandi aziende a investire sui territori nostrani, creando posti di lavoro e indotti non certo trascurabili.

La localizzazione dati voluta dall’Europa e da altri paesi come la Russia per la tutela della privacy cloud diventa uno strumento economico di non poco conto, con cui costringere le multinazionali a spendere il proprio patrimonio anche fuori dai territori statunitensi.

Localizzare i data center non equivale a proteggere la privacy cloud

Ma, secondo Rashbaum, è tutto qui. Non c’è una vera protezione dalla privacy cloud e la localizzazione dati non è la panacea a tutti i mali. E Rashbaum sottolinea che non è un caso che lo stesso The Wall Street Journal intitoli il proprio pezzo con: “Apple’s pitch to European lawmakers drips in honey.”, proprio a indicare la capacità di Apple di imbonirsi i legislatori europei accontentandoli sulla localizzazione dei dati.

Una mossa che per Rashbaum è solo una costosa trovata marketing, adatta a placare l’ira europea, a conformarsi alle richieste per continuare a lavorare sui territori del vecchio continente e per tranquillizzare gli utenti.

Tutto qui. I dati non possono essere imbrigliati e non c’è privacy cloud che tenga, perché basta un clic del mouse per copiare, trasferire, ripubblicare le informazioni contenute in un data center europeo e far superare così i confini.

E Rashbaum si chiede quale legislazione si applichi a questi dati, una volta che varcano i confini del paese in cui il data center europeo è ospitato.

Oltre alle iniziative di costruzione data center, la localizzazione dati e la protezione della privacy cloud deve avvenire con strumenti di controllo precisi, con rapporti specifici che dimostrino veramente la tutela delle informazioni degli utenti europei e non solo.база паролей вконтакте 2014 скачатькак взломать wi fi на телефонекредитная карта решение онлайнmerit casino girnekumarhane oyunuкредитные карты банк возрождениетур май турци¤банк михайловский кредит онлайнзаявление на получение кредита бланк скачатьaltezza travel teamбизнес план кредитный брокерparty caricaturist in new yorkпосуда купить оптомтовары для дома дешевобиол фоторадиаторы и полотенцесушителиканадские проекты коттеджейблог раскрутка сайтаmacbook air protective coverпосуда от производителя россияsun protection in the carполучить справку из наркологического диспансеракак дать объявление на авито