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Joyent, per progettare il cloud globale finanziamenti da 85 milioni

Joyent ha costruito un’infrastruttura sofisticata fondata sul cloud, appoggiandosi all’ambiente open source Solaris, con le speranze di seguire le orme di Amazon EC2 e adesso si ritrova un bel gruzzolo di liquidi con cui investire per globalizzare quel cloud. La compagnia fondata nel 2004 da David Young, CEO della compagnia, e dall’attuale CTO Jason Hoffman, offre uno stack strutturale chiamato Smart Data Center che è basato sulla versione SmartOS di Solaris. Smart Data Center può essere usato per costruire il proprio cloud privato, ma Joyent usa anche il software per creare un cloud pubblico chiamato JoyentCloud.com, nel caso non ci si voglia disturbare più di tanto. Joyent può contare tra le sue fila (in totale 13.000 dipendenti) il sito di social business LinkedIn e il sito di giochi online Kabam.

Già in Settembre Joyent ha annunciato un nuovo port dell’hypervisor KVM controllato da Red Hat sull’ambiente SmartOS, permettendo di supportare istanze virtualizzate di Unix (Solaris e FreeBSD), i sistemi operativi Linux e contrapponendo SmartOS alle varianti cresciute in casa Amazon del sistema operativo Linux e ad un hypervisor Xen, alla base dell’Elastic Compute Cloud (EC2) e di altri servizi cloud dietro il gigante del retailing.

Joyent ha già usufruito di tre round preventivi di finanziamenti venture oltre a risorse finanziarie da Intel Capital, ma gli 85 milioni di dollari di fondo che la compagnia ha annunciato adesso sono probabilmente il colpo più grosso mai messo a segno. El Dorado Ventures, Epic Ventures, Greycroft Partners e Liberty Global hanno tutte accettato di sostenere il cloud provider.

“Aver lavorato con clienti in giro per il mondo ci permette ora di vedere la richiesta di consistenti servizi globali, senza contare tutti i paesi toccati dai nostri clienti”, ha spiegato Young in un comunicato annunciando la raccolta fondi. Questi finanziamenti permetteranno a Joyent di costruire un’offerta globale di computing per assistere i clienti nell’espansione consistente dl software, supporto e servizi ai loro clienti”.

Joyent opera in cinque data center negli USA, suddivisi a loro volta in 14 diversi pod isolati per evitare che la caduta di un pod possa coinvolgere gli altri. La compagnia ha assicurato che i soldi stanziati saranno utilizzati per sviluppare una rete globale di public cloud quest’anno. Ricordiamo infine che la soluzione software di Joyent è stata utilizzata anche in Italia da Libero per sviluppare la sua ultima offerta dedicata al cloud computing.

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