Iniziativa “Do Not Track”, Twitter e Yahoo rispettano la privacy

Twitter qualche giorno fa ha annunciato di voler prendere in considerazione le richieste degli utenti che non vogliono che i loro comportamenti on-line vengano tracciati

Twitter qualche giorno fa ha annunciato di voler prendere in considerazione le richieste degli utenti che non vogliono che i loro comportamenti on-line vengano tracciati, in contrasto con compagnie web come Google e Facebook, che utilizzano un modello di business legato fortemente alla raccolta dei dati dei propri utenti. 
Twitter ha annunciato infatti che sosterrà l’iniziativa “Do Not Track” sulla privacy promossa fortemente dalla FTC (Commissione federale statunitense del commercio), dai garanti della privacy e da Mozilla, lo sviluppatore non-profit del browser Firefox.

Ma alcuni commentatori hanno evidenziato che il sostegno indica anche che almeno negli Stati Uniti la compagnia attualmente traccia i siti web che hanno integrato all’interno il bottone di follower di Twitter o altri widget.

In Europa la storia è nettamente diversa. In una email inviata ai propri utenti Twitter ha annunciato le modifiche al suo servizio e alle sue politiche di privacy: “Abbiamo fornito maggiori dettagli circa i dati e le informazioni che raccogliamo e come vengono usati per fornire i nostri servizi”. Qui infatti Twitter ha dato la possibilità di disattivare questo servizio, aderendo completamente all’iniziativa di “Do Not Track”, forse per problemi relativi alle leggi sulla privacy dei vari paesi dell’unione. La decisione di Twitter di aderire all’iniziativa rappresenta un elemento di riequilibrio per l’azienda, che è stata analizzata molto da vicino per capire se possa generare abbastanza entrate da giustificare la sua valutazione multimiliardaria.

Il tracciamento on-line attraverso i cosidetti cookie direttamente integrati nei siti sostiene il modello di business di molte compagnie in rete. Facebook infatti, nel contesto del lancio della più grande IPO statunitense in borsa pochi giorni fa, è stato valutato a 104 miliardi di euro, in parte da investitori che credono che possa offrire agli inserzionisti una piattaforma per gli annunci altamente mirata in base agli interessi degli utenti.

Fra i maggiori protagonisti che hanno appoggiato l’iniziativa c’è anche Yahoo, che nel marzo scorso ha annunciato di voler permettere ai consumatori di esprimere la propria disponibilità a farsi tracciare per il targeting degli annunci Yahoo.

 

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