I produttori hardware guardano ai successi delle aziende del cloud

Mentre i ricavi dei produttori di server e hardware per data center sono in calo, con margini strettissimi, quelli di aziende legate al cloud computing crescono a dismisura. Perchè?

Lo ricorda il NYT con il suo Bits, un blog tecnologico che ha come obiettivo quello di analizzare le principali tendenze del mercato IT. Il cloud computing è ormai presente da tempo nella nostra vita quotidiana, da Dropbox ad Amazon EC2, possiamo dire che si sia fatto notare; le aziende, le PMI italiane comprese, stanno utilizzando servizi come Salesforce.com (per CRM e ERP) scoprendo che possono realmente risparmiare nell’investimento in hardware e data center e produttori come Dell, HP o Lenovo, solo per citare i maggiori, rimangono a bocca aperta di fronte ad un mercato che cambia rapidamente.

Intendiamoci, HP è un colosso non paragonabile con molte altre aziende, ma quello che sta vivendo è una profonda trasformazione del mercato. Chi offre servizi di cloud computing continua ad acquistare hardware da questi fornitori, ma toglie loro la possibilità di seguire poi i clienti nel passaggio successivo, nella realizzazione di infrastrutture online o di servizi online. Il caso di Salesforce.com è effettivamente un ottimo esempio: questa piattaforma permette a qualsiasi compagnia di utilizzare un CRM pagando un canone per singolo utente, senza la necessità di avere server a noleggio o nel proprio data center e senza investimenti che riguardino quindi un vendor come Dell o HP.

Mentre i ricavi dei produttori di hardware scendono, quelli dei fornitori di software SaaS continuano a crescere, spinti soprattutto dal favore delle migliaia di aziende nel mondo che iniziano ad utilizzare questi servizi. Alcune compagnie del settore, come Oracle, hanno capito che il cloud computing potrebbe togliere loro una fetta importante del mercato e hanno acquistato velocemente una serie di aziende che operano già in quel settore, cercando di trovare poi sinergie con i loro prodotti e servizi. E’ una scelta comprensibile, ma il vantaggio maggiore di un’azienda come Salesforce o Dropbox o altre che forniscono servizi cloud online, è che sono aziende di dimensione molto minore rispetto ad una HP o Dell, riescono a prendere decisioni molto più velocemente e soprattutto ad avere un time to market che questi colossi non raggiungono.

Per certi versi si potrebbe dire che HP o Dell continueranno a produrre i server su cui funzionano i servizi cloud ancora per decenni, tuttavia qui i margini sono già molto ridotti, e queste compagnie rischiano di essere tagliate fuori dal passaggio successivo, il rapporto con il cliente per aiutarlo nel suo lavoro di tutti i giorni. Oggi le piccole aziende acquistano sempre più servizi online, difficilmente si portano in casa un nuovo server per il loro CRM, ed è in questa direzione che bisogna guardare nei prossimi mesi per capire cosa effettivamente modificherà il cloud computing nel mercato IT.

 

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