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HP sfida Amazon EC2: servizio in beta già online

HP crede che il big bang del cloud computing che è cominciato con il lancio di Amazon EC2 e Google Apps stia giungendo alla sua conclusione, lasciando spazio alla formazione dell’ecosistema cloud del futuro. La speranza è che l’universo di mercato del cloud passi dall’offerta di centinaia di piccole nuvole al dominio di poche decine di provider ferrati nell’adozione di determinate certificazioni di qualità del servizio, ed HP vuole essere tra questi pochi eletti.

La compagnia statunitense punta ad una generazione futura di servizi globali per utenti business che vogliano modelli hybrid cloud ad operare di concerto con sistemi back-end, a detta di Biri Singh, senior vice president e general manager dei nuovi HP Cloud Services. Chi potrebbe desiderare i servizi HP? Coloro che vogliano avere accesso tramite cloud a sistemi complessi come le business analytics, offerti con la semplicità di utilizzo di un’app.

Singh ha affermato che gli incentivi per contribuire ad un marketplace del cloud che HP sta pianificando nel tempo saranno qualcosa di diverso rispetto al modello app store di Apple, e quando uno sviluppatore metterà un widget nel cloud che possa ad esempio aiutare a costruire meglio un’applicazione in Ruby, lo sviluppatore potrà ricevere pagamenti per ogni chiamata API. “Pensare di offrire semplicemente delle virtual machine è una cosa da 2009”, dice Singh ostentando un certa lungimiranza. “Gli sviluppatori ora vogliono strumenti e servizi dal cloud, hanno bisogno un marketplace, e di un ambiente aperto”. Non per niente HP ha recentemente confermato il suo impegno nel progetto OpenStack, e Singh dice che vuole investire in diversi tipi di stack cloud, per rafforzare un ambiente cloud eterogeneo. L’idea del marketplace potrebbe essere lanciata già entro il 2012.

Intanto dal portale dei nuovi servizi cloud è possibile prenotarsi per la beta che a partire dal 10 maggio aprirà pubblicamente alla prima nuvola pubblica della compagnia, che offrirà istanze on-demand e macchine virtuali con una formula di fatturazione basata sulle risorse effettivamente utilizzate dagli utenti. Con HP Cloud Services verranno inoltre introdotte due offerte IaaS (Infrastructure as a Service): un servizio di database relazionale per MySQL ed un servizio di storage che assiste nello spostamento di dati da un’istanza ad un’altra.

A sentire le parole di Singh si tratterebbe solo di un primo passo nel progetto di cloud che ha in mente HP, e che se dovesse rispettare le promesse sarebbe un deciso passo avanti rispetto al cloud visto fino ad ora.

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