Facebook sulla homepage? Google trema

Il social network di Zuckerberg sta diventando un vero e proprio motore di ricerca: i risultati non si limitano più ai profili degli utenti

“Quando Gesù resuscitò, si fece vedere da tre donne perché la notizia si spargesse prima” (cit. Jean Charles). Se avesse avuto Facebook avrebbe sicuramente scritto prima un post sulla sua bacheca.

La pubblicità del mondo online è detenuta ancora in maniera prevalente dal colosso Google, pari a circa 80 miliardi di dollari, solleticando la sospettosa inquisizione dell’Antitrust, ma questo gigantesco impero, proprio perché così vasto e appetibile, è sempre attaccato sulle linee di frontiera da concorrenti come Facebook e in misura molto minore da Yahoo.

Il social network di Zuckerberg sta infatti diventando un vero e proprio motore di ricerca: digitando una parola nel campo di ricerca, i risultati non si limitano più ai profili degli utenti, ma includono anche i contenuti dagli stessi postati e quello che più preoccupa è la campagna sfrenata di raccolta di dati che piattaforma sta attuando, in modo da essere l’invidia di Google.

Basta un semplice “mi piace” su una pagina (catalogata per oggetto, finalità e collocazione geografica) che Facebook associa automaticamente, a quell’utente, preferenze, gusti, desideri. E avanti così per ogni iscritto. Il social network costruisce e conserva una scheda personale per ognuno dei suoi iscritti che Google non potrà mai e poi mai avere agendo in completo anonimato.

Dietro questo enorme database, stipato in California, c’è una interminabile fila di aziende e intermediari della pubblicità, infatti in questo modo le ricerche di mercato, grazie a Facebook, diventano accessibilissime anche per le aziende piccole e meno importanti. È questa la vera forza di Zuckerberg, e il vero motivo della quotazione in borsa del social network.

Tutto ciò però porta sicuramente a dei problemi di privacy non indifferenti, infatti in Italia è previsto un cambiamento della normativa, che prevede un consenso preventivo del client per l’installazione i cookie destinati a rimanere nel pc ai fini di spiarne il comportamento in rete. E così tutte le attività che comportano il monitoraggio online, come ad esempio l’iscrizione di un profilo utente su un social network. Le “telecamere di registrazione” dei social network dovranno quindi essere esposte ai propri client. Ovviamente tutto ciò non comprometterà di certo l’ascesa di Facebook e, se Google non si attrezzerà, non eviterà le ragioni per un nuovo storico sorpasso.

 

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