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Cloud privato come scelta cloud prevalente. Parola di Canonical

Cosa accade quando Canonical intervita circa 3000 utenti cloud con server basati su Ubuntu e chiede quale tipologia di nuvola vedono nel futuro della propria azienda? I termini cloud privato e cloud ibrido sono quelli più gettonati

Cosa accade quando Canonical intervita circa 3000 utenti cloud con server basati su Ubuntu e chiede quale tipologia di nuvola vedono nel futuro della propria azienda? I termini cloud privato e cloud ibrido sono quelli più gettonati.

La risposta, infatti, è contenuta nel sesto resoconto annuale Ubuntu Server and Cloud Survey, da cui emergono dei trend interessanti, che però vanno contestualizzati al gruppo di utenti Ubuntu, cercando di capire quanto questo campione possa davvero rappresentare la totalità degli utenti cloud.

Al di là di questa doverosa precisazione, quanto emerge dall’intervista è comunque lo spaccato dei mutamenti che il cloud computing sta apportando a livello enterprise.

Per prima cosa, appunto, si rivela che le aziende stanno rapidamente adottando il cloud e di questo non c’è molto da stupirsi. E ancora, l’intervista sottolinea come la maggior parte delle aziende stia muovendosi dall’uso del cloud computing come strumento di sviluppo e testing a quello come gestione dei carichi di lavoro in produzione. E questo aspetto è già meno scontato.

Nel definire il tipo di cloud, poi, circa il 35 percento degli intervistati parla di cloud privato, la cui piattaforma più popolare viene individuata in OpenStack, per circa il 53 percento dei partecipanti al sondaggio.

Cloud privato come scelta cloud prevalente. Parola di Canonical

Oltre al cloud privato, c’è anche il cloud ibrido in aumento

Allo stesso tempo, il cloud ibrido è in aumento e tocca quota 20 percento, con un guadagno netto del 5 percento rispetto al 15 percento di interesse attirato l’anno scorso. L’indagine sottolinea infatti come l’utilizzo del cloud ibrido sia popolare quasi come il cloud pubblico, la cui scelta si ferma al 23 percento degli interivistati. Nel report del 2013, il cloud pubblico aveva segnato il 27 percento delle preferenze, segnando così un declino pari al 4 percento nel corso del 2014, nonostante i ripetuti tagli ai prezzi da parte dei provider. Questa conclusione dimostra come le aziende che adottano il cloud computing non siano solo interessate ai vantaggi economici, ma anche alle funzionalità e alla sicurezza. Proprio la sicurezza e la privacy sono nel 34 percento dei casi la barriera superiore all’adozione del cloud. Alla luce di quanto rilevato, sembra dunque giusto il cambio di rotta adottato da Amazon e dai provider concorrenti che hanno spostato il confronto fra le offerte dai listini alle funzionalità. Inoltre, fra i fornitori di cloud pubblico più gettonati fra gli utenti Ubuntu c’è Google, con il 30 percento delle preferenze, a cui segue Amazon AWS con il 21 percento delle scelte.

I motivi della scelta del cloud privato

Canonical ha speculato sui risultati sostenendo che il cloud ibrido è chiaramente una strategia interessante per le imprese, perché offre il giusto compromesso di vantaggi economici e tecnici del cloud pubblico con il controllo e la sicurezza di un cloud privato. A queste parole hanno fatto eco anche quelle dell’analista di GigaOM David Linthicum, secondo cui: “La maggior parte delle aziende si stanno muovendo verso soluzioni di cloud ibrido e multi-cloud computing. In alcuni casi, sono i business case a richiedere questa tipologia di cloud. Altre volte, sembra proprio che il cloud ibrido sia l’approccio giusto per dare all’impresa la maggior parte delle opzioni operative e il massimo controllo.”.

La scelta del cloud privato o ibrido potrebbe anche essere dettata dal continuo passaggio delle aziende verso l’esecuzione di applicazioni mission-critical fra le nuvole. Più del 75 percento degli utenti (contro il 64 percento dell’anno scorso) stanno implementando sulla nuvola i propri carichi di lavoro, come i Big Data, i CRM, le applicazioni scientifiche e via discorrendo.

In altre parole, le aziende non stanno semplicemente sostituendo i server di data center con il cloud, ma si muovono verso il cloud in modo totalitario. Ad esempio, due terzi degli intervistati stanno implementando funzioni mission-critical su OpenStack, mentre quasi la metà eseguono sul cloud lo sviluppo delle infrastrutture e degli ambienti virtualizzati.

Oltre al cloud privato, l’indagine ha anche rivelato tre principali tendenze che guidano l’adozione della nuvola stessa: l’aumento dei dispositivi collegati / Internet of Things (33 per cento), la crescita del volumi di dati e la diffusione del concetto di datacenter software-defined (26 per cento ciascuno).

Infine, mentre gli sviluppatori amano Docker, la tecnologia container si presenta ancora troppo nuova per parlare di una vera e propria adozione. La maggior parte degli utenti di Ubuntu Docker sono ancora in fase di sperimentazione.

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