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Cloud italiano, le ultime “nuvole” nate ed il perché del fenomeno

Diamo per assodati due fatti: le imprese italiane che non si affidano alle innovazioni dell’informatica periscono, e quelle che saltano su questo carro hanno il bisogno di ridurre i costi dell’ICT, ponendo attenzione a questo fattore di spesa che altrimenti rischia di acquisire un peso troppo alto e difficile da sostenere nelle finanze aziendali. L’informatica è quindi un tema che per le aziende non va più trattato come un qualcosa di borderline o di troppo specialistico perché i CEO se ne debbano occupare direttamente. Diventa allo stesso tempo difficile per un’azienda ospitare un sistema IT totalmente in-house, che sia efficiente ed anche sicuro al pari di un servizio cloud promosso da un’azienda che si occupa solo di quello a livello professionale.

Come già scritto in un altro articolo è fondamentale adottare una strategia ibrida, in cui determinate risorse siano all’interno dell’azienda e quelle sulla cui tecnologia cloud l’azienda può avvantaggiarsi ospitate dall’esterno. Detto questo, il supporto e l’assistenza tecnica che un servizio cloud italiano può dare ad un’azienda italiana non ha pari, il fatto di avere dei datacenter nel nostro territorio e del personale specializzato italiano che risponda a qualsiasi esigenza è un valore aggiunto da non sottovalutare. Ed anche i pacchetti offerti dalle aziende italiane hanno una flessibilità e un’offerta che le grandi compagnie mondiali non possono permettersi, con possibilità di scalare velocemente, eseguire backup giornalieri e lavorare a tu per tu con gli operatori.

Per stare dietro a queste esigenze molti provider italiani cloud sono nati nell’ultimo anno, di questi citiamo i più significativi.

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