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Adozione cloud computing in Europa fra numeri e contrasti

L’Europa è sempre stato un continente dai forti contrasti storici e culturali, contraddizioni che sembrano animare anche il settore IT di questa regione del mondo, soprattutto, se si guarda al cloud computing. Il quadro che risulta da una recente ricerca Zyxel dimostra come l’adozione cloud computing e il concetto di BYOD (Bring Your Own Device) in ambito lavorativo suddivida le nazioni al suo interno in Paesi a due velocità

L’Europa è sempre stato un continente dai forti contrasti storici e culturali, contraddizioni che sembrano animare anche il settore IT di questa regione del mondo, soprattutto, se si guarda al cloud computing. Il quadro che risulta da una recente ricerca Zyxel dimostra come l’adozione cloud computing e il concetto di BYOD (Bring Your Own Device) in ambito lavorativo suddivida le nazioni al suo interno in Paesi a due velocità.Adozione cloud computing in Europa fra numeri e contrasti

Da un lato, infatti, l’Europa si presenta in costante crescita tecnologica, con obiettivi di connettività ben definiti per tutti gli Stati membri, una crescente adozione cloud computing, una sempre più vasta consumerizzazione IT e un passaggio di non poco conto verso il concetto di mobile working.

La proliferazione di servizi cloud-based come Skype, Google Drive e di gestionali come Salesforce rende la vita dei lavoratori molto più facile anche in senso collaborativo, ma fra i 2500 lavoratori europei intervistati da Zyxel, i riscontri sull’uso delle tecnologie nelle PMI non sono uniformi e segnano delle incongruenze fra velocità di assuefazione delle PMI alle nuove tecnologie e reale progresso delle aziende nell’ambito IT.

Secondo la ricerca, infatti, il paese europeo più all’avanguardia nell’ambito dell’adozione cloud computing è la Geramania, con il 44 percento del personale intervistato che dichiara di avere la libertà di utilizzare in azienda applicazioni e hardware cloud senza alcun tipo di difficoltà.

Questi dati confortanti si scontrano però con altre statistiche riguardanti, ad esempio, i Paesi Bassi, dove solo un quarto delle imprese risulta libero di usare applicazioni cloud-based, mentre circa l’85 percento dei lavoratori della Repubblica Ceca intervistati non utilizza il cloud computing sul posto di lavoro.

Questa disparità presente sull’adozione cloud computing si riflette poi anche sull’opportunità di lavorare fuori dai convenzionali posti di lavoro, come, ad esempio, dal proprio domicilio. Anche in questo ambito, Regno Unito e Germania sembrano i paesi più avanzati, con circa il 44 percento dei lavoratori che dichiara di poter lavorare in remoto. A battere queste due nazioni, c’è solo la Svezia, che nel 49 percento dei casi permette il lavoro da remoto.

Ancora una volta, la Repubblica Ceca sembra fare da fanalino di coda, con solo il 20 percento dei lavoratori intervistati che dichiara di poter lavorare fuori sede.

Adozione cloud computing e BYOD

Non è detto che vi sia una stretta correlazione fra le percentuali di adozione cloud computing e il lavoro remoto, ma ciò che è interessante è che il numero di intervistati che affermano di avere la capacità di lavorare in remoto oltrepassa il numero di coloro che hanno accesso alle applicazioni basate su cloud. Tutto questo solleva la questione di come possano essere produttive le PMI se non sfruttano le più recenti tecnologie per garantire un’importante agilità a chi lavora fuori sede.

D’altra parte, questo elemento dimostra come le PMI europee fossero già organizzate per il lavoro remoto ancor prima che le tecnologie cloud primeggiassero nel settore IT.

Altro aspetto interessante della ricerca è la diffusione della pratica di usare i dispositvi personali anche per scopi lavorativi (BYOD). L’intervista rileva che il 45 percento dei tedeschi ha l’opportunità di usare i propri dispositivi per scopi business, mentre in Regno Unito questa cultura sembra ancora poco diffusa, con solo il 18 percento dei lavoratori che dichiara di lavorare in un’azienda che aderisce alla filosofia del BYOD.

A queste cifre fanno eco quelle individuate in una ricerca CCMI, secondo cui solo il 17 percento dei responsabili IT vede il BYOD come mezzo per aumentare la produttività dei dipendenti, mentre i restanti tralasciano il BYOD per problemi di sicurezza, affidabilità, connettività e scarsità di adozione delle piattaforme cloud-based accessibili da qualsiasi sistema operativo e browser.

D’altra parte, se l’Italia conquista il secondo posto in Europa per l’adozione cloud computing e le tendenze globali vedono l’uso dei servizi cloud-based in ascesa con oltre 5 milioni di aziende che usano Google Apps, più della metà degli Stati Uniti che sfrutta il cloud computing per fini business e oltre il 55 percento di aziende che migliora l’efficienza utilizzando servizi cloud, allora non si può che affermare che le PMI moderne hanno bisogno molto più della semplice connettività veloce.

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