Servizi SQL: Google aggiunge Crate su Compute Engine

Google introduce in Compute Engine il nuovo archivio open source Crate, un servizio pensato per la gestione dei big data e basato su sintassi SQL

Servizi SQL: Google aggiunge Crate su GCE

Google ha da poco reso disponibile in Google Compute Engine un altro servizio SQL chiamato Crate. Si tratta dell’ultimo di una serie di strumenti aggiunti dall’azienda di Mountain View negli ultimi mesi per rafforzare i servizi dedicati ai dati aziendali.

Qualche giorno fa, infatti, Google aveva annunciato BigTable, il database NoSQL completamente gestito che consente di effettuare analisi di dati complesse nel cloud, combinando la tecnologia che sta alla base di Google Seach, Analytics e Gmail con open source Apache HBase API.  Lo scorso mese aveva annunciato la versione beta di Google Cloud DataFlow, il servizio basato su Java che consente agli utenti di costruire, distribuire ed eseguire pipeline di dati per applicazioni molto complesse come processi ETL, processi di analisi, calcoli in tempo reale e così via. Oggi Google propone Crate, un archivio open source basato su SQL e progettato per la gestione dei big data.

Crate utilizza la sintassi SQL

Crate è un database open source costruito su una architettura “shared-nothing” ad alta disponibilità che automaticamente spezzetta e distribuisce i dati su tutti i nodi, mantenendo diverse repliche per garantire l’alta disponibilità e la tolleranza agli errori. Ciò significa che quando si aggiunge un nuovo nodo, il cluster automaticamente si riequilibria e viene curato quando un nodo è rimosso.

Crate utilizza la sintassi SQL ma racchiude in se anche alcune chicche NoSQL. Tutti i dati sono indicizzati, ottimizzati e accessibili per mezzo della semplice sintassi SLECT * FROM attraverso un API RESTful.

Secondo quanto pubblicato da Tyler Randles, developer evangelist di Crate, su Google Cloud Platform Blog,  Crate è stato progettato in modo tale che gli sviluppatori non abbiano la necessità di “incollare” diverse tecnologie per archiviare documenti o BLOB. Crate, inoltre, è di sostegno anche per dev-ops in quanto elimina la necessità della sincronizzazione manuale, spezzettamento, replica, distribuzione e di tutte le altre operazioni necessarie per mantenere un archivio di dati molto grande. Aziende come ClearVoice e VoIPStudios hanno utilizzato ad esempio Crate per aumentare le prestazioni delle ricerche e semplificare lo stack tecnlogico.

Nel post di blog Google afferma che “Se si dispone di più dati rispetto ad una singola macchina, se si ha bisogno di resilenza o semplicemente si vuole provare un nuovo database SQL distribuito, allora Crate su Google Compute Engine è la soluzione ideale”. Crate, infatti, a detta di Google migliora la scalabilità, riduce i tempi di query e semplifica lo stack tecnologico aziendale.

Chiunque abbia un account Google Cloud Platform potrà testare Crate. Bastano pochi clic per portare a termine la configurazione del nuovo servizio database per big data basato su SQL marchiato Google. Non resta che provare!альфа банк м видео кредитная картатур в танзанию из тюменидоговор банковского вклада является разновидностьювзять деньги в долг во владимире срочнотуры в танзанию ценыдешевые туры в маеtranslate polish to englishпомощь при рождении ребёнкаст.185 ч.1 ук украиныкупить чугунную сковороду российского производствапродвижение в яндекс и гуглдизайн ваных комнатпродвижение в топ 10разработка дизайнасправка о несудимости в украинедетские диваныкуплю видеорегистраторsennheiser momentum blue