Prezzi cloud storage in caduta libera. Fino a quando?

Il cloud storage continua ad avere i listini in discesa, ma a questa continua scontistica ci sono limiti di non poco conto che possono rovinare il mercato

Prezzi cloud storage in caduta libera. Fino a quando?

Sembra che il cloud storage abbia ereditato dal cloud pubblico la febbre del ribasso. I fornitori di cloud storage fanno a gara per aumentare lo spazio storage disponibile agli utenti a fronte di un continuo calo dei prezzi. Di fronte a questa gara, è lecito domandarsi fino a quando tutto ciò potrà durare e come il mercato verrà modellato dall’approccio tenuto dai provider.

Secondo un recente articolo pubblicato su CloudTweaks, i prezzi storage sono in calo proprio perché i grandi provider del settore hanno deciso di darsi battaglia in tal senso. Ma se da un lato ci sono poche possibilità che il prezzo per gigabyte raggiunga lo zero assoluto, dall’altra parte è più probabile che solo pochi provider riescano a emergere in modo proficuo da questa lotta, offrendo comunque soluzioni di storage a prezzi davvero miseri. Il punto è che quando il campo sarà ristretto a pochi player, i prezzi, con molta probabilità, torneranno a salire e in questo saliscendi il mercato non godrà mai del beneficio di una sana competizione.

Per i professionisti IT, il mercato attuale rappresenta comunque un momento ideale di opt-in o di commercio, dal momento che i fornitori stanno facendo tutto il possibile per bloccare i clienti sul lungo termine. Il tempo dell’esclusività sui dati è ormai un ricordo del passato, il che significa che le aziende hanno l’imbarazzo della scelta anche dal punto di vista pecuniario, soprattutto se vogliono diffondere o duplicare i dati su più soluzioni di storage, una scelta che si rivelerà essenziale quando la gara al ribasso finalmente toccherà il fondo.

I limiti del calo dei listini di cloud storage

Di fronte a questa situazione, però, non si possono non notare i problemi che prima o poi i provider si troveranno a dover affrontare.

A sottolineare quali siano le difficoltà di questa guerra di listino è un articolo comparso su Forbes.

L’autore fa alcune osservazioni interessanti. In primo luogo parla del fatto che i cloud storage attualmente al ribasso richiedono spazio di memorizzazione nei data center e i dati center per funzionare hanno necessità dell’energia elettrica. Per quanto il prezzo dello storage tenda a diminuire, il prezzo dell’elettricità è tutt’altro che diminuito, soprattutto negli ultimi periodi di crisi. Di conseguenza, arriverà un punto in cui i provider non potranno scendere ulteriormente con i listini, a meno di non andare a perderci con le spese.

D’altra parte, i provider storage spuntano sul mercato in modo continuo e tutte offrono una combinazione di bassi costi di cloud storage e caratteristiche uniche. Questa proliferazione, però, non fa altro che peggiorare la concorrenza al ribasso e la discesa dei prezzi nel corso dei prossimi anni non porterà a null’altro che a una forte pressione sul mercato, con una concorrenza sfrenata che per l’utenza sarà comunque un vantaggio di non poco conto. Soprattutto le PMI, infatti, saranno meglio servite da un mix di servizi di cloud storage tradizionali e di backup a prezzi sempre più irrisori.

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