Nuovi servizi IBM per OpenStack

IBM è sempre più impegnata nel progetto OpenStack. Questa settimana al summit di Vancouver ha annunciato nuovi servizi e uno standard di interoperabilità

Nuovi servizi IBM per OpenStack

IBM è un’azienda dedita da diversi anni allo sviluppo del cloud computing. Volendo mantenere un ruolo da protagonista nel settore, Big Blue ha costruito nel tempo un ampio portfolio di servizi, software e infrastrutture cloud. Un ruolo fondamentale in questa strategia è stato giocato dall’intima collaborazione con OpenStack, la piattaforma cloud open source tra le più diffuse e utilizzate nel mercato attuale.

Proprio alla conferenza biennale OpenStack Summit, che si sta tenendo in queste ore a Vancouver, IBM ha annunciato l’espansione della propria offerta OpenStack. In particolare ha presentato nuovi sevizi cloud pubblici che riguardano Bluemix, la Platform as a Servise (PaaS) basata su CloudFoundry, e SoftLayer, l’Infrastruttura cloud as a Service (IaaS) che integra Server Bare Metal, Server Virtuali e altri servizi per una soluzione cloud altamente scalabile ed a elevate prestazioni.

L’obiettivo di IBM è quello di facilitare l’utilizzo di OpenStack ai suoi utenti. Fino ad ora, infatti, la piattaforma cloud open source ha richiesto un elevato livello di competenza tecnica, costringendo alcune aziende a rimanere ai margini e lavorare esclusivamente su piccoli progetti sperimentali. IBM, così come altre aziende (vedi Ansible), vogliono ora impegnarsi per diminuire la complessità delle applicazioni OpenStack e indurre così molti più clienti al suo utilizzo.

IBM e OpenStack: un progetto in continua evoluzione

Il progetto OpenStack ricopre un ruolo molto importante per l’azienda americana. Angel Diaz, Vice Presidente per il settore Cloud Architecture and Technology Points di IBM, ha precisato che attualmente ci sono circa 500 sviluppatori che lavorano al progetto OpenStack, e 175 di questi stanno partecipando in queste ore al vertice.

Certo IBM non è l’unica grande azienda che ha preso parte al progetto OpenStack. Basta fare il nome di Microsoft, HP, Red Hat e Oracle per intuire quanto le aziende del settore tecnologico stiano puntando sulla piattaforma di cloud open source, riconoscendone tutte le sue potenzialità. Ogni impresa sta investendo in questo progetto in modo diverso e con scopi diversi, ma nel complesso questo impegno porta ogni giorno ad una crescita e maturazione della piattaforma cloud.

Ritenendo OpenStack un progetto fondamentale, IBM ha annunciato questa settimana un nuovo standard di interoperabilità, al fine di garantire uno modellodi base che tutti devono rispettare. Il fatto che la piattaforma sia open source significa che IBM, così come tutte le altre aziende e utenti, hanno la possibilità di aggiungere pezzi mancanti al progetto, contribuire allo sviluppo di versioni successive e così via. Qualora però non vi siano delle regole di base, si rischierebbe di fare molta confusione. È per questa ragione che è bene prendere di riferimento un nuovo standard di interoperabilità.

L’obiettivo di IBM è quindi quello di lavorare bene al fine di proporre nuove soluzioni, molto meno complesse, che possano aumentare il bacino di utenza.кредитные карты с доставкой по почтекратера нгоронгорозаповедник нгоро нгоровосхождение на килиманджаро маршрут умбве отзывынациональный парк килиманджарозеро натрон natron на севере танзанииgoogle реклама ценасубсидияпосуда сайтдизайн небольшой ванной комнаты с душевой кабинойпродвижение сайтов в googleдом ульяновскстоимость размещения рекламы в метропутевки в турцию кемердайвгорящие туры из харькова в болгариюdod 900 full hdכיסוימושביםלרכבהלוקיטי