Nuova versione per Xen, hypervisor ampiamente usato nel cloud

Xen ha appena annunciato l’uscita della versione 4.2.0 dell’Hypervisor Xen. La prima versione del prodotto è stata sviluppata dal laboratorio informatico dell’università di Cambridge ed è stata mantenuta come software libero, con licenza GNU General Public Licence. Xen è attualmente disponibile per architetture di computer IA-32, x86-64 ed ARM ed è utilizzato da molti servizi di cloud e hosting.

Xen 4.2.0 è il risultato di 18 mesi di lavoro su trecentomila linee di codice e sforzo di sviluppo portato avanti da 124 persone afferenti a 43 diverse organizzazioni. Tra le nuove caratteristiche dell’hypervisor c’è XL, il nuovo toolstack di default, che potrà ora sostituire xend nella maggioranza delle distribuzioni. La libreria libxl è stata significativamente migliorata e supporta la maggioranza delle funzionalità più comuni del toolstack. Inoltre l’API è stata dichiarata stabile e questo dovrebbe rendere anche più semplice per toolstack esterni quali libvirt o xapi di XCP far uso di questa funzionalità in futuro.

Xen supporta ora sistemi più ampi, fino a 4095 host CPU e fino a 512 guest CPU. Inoltre funzionalità quali la possibilità di creare automaticamente un CPUPOOL per nodi NUMA ed un posizionamento più intelligente di VCPU guest su nodi NUMA hanno ulteriormente migliorato l’esperienza Xen sui grandi sistemi. Altre nuove funzionalità quali il supporto al segmento PCI multiplo hanno anch’esse avuto impatto positivo su tali sistemi.

E’ migliorata anche la sicurezza, il sottosistema XSM/Flask ha subito diversi ritocchi, tra cui il miglior supporto per sistemi disaggregati ed una polizza riscritta che è più chiara e semplice da modificare per soddisfare i requisiti locali.

La wiki di Xen che fa parte della documentazione è stata aggiornata all’ultima versione.

 

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