L’idea di networking dietro ad OpenFlow, Prima Parte

Le modifiche e la rivoluzione portata dal nuovo protocollo di networking dal nome OpenFlow

Un sistema di routing che vi permette di scrivere applicazioni

OpenFlow rappresenta una nuova idea di networking perché modifica il modo in cui pensiamo all’architettura network-routing e spiana la strada a nuove opportunità e applicazioni. Al giorno d’oggi non esistono app per le network, e c’è chi è convinto che questa assenza convenga particolarmente ai fornitori di attrezzature di rete, che vogliono mantenere per i router lo status di risorsa critica. I protocolli di routing sono difficili da progettare, implementarli richiede capacità di programmazione elevatissime, e la verifica è costosa. Cosa succederebbe se tutto questo diventasse semplice? Per comprendere perché i protocolli di routing siano così complessi bisogna avere conoscenze sulla modalità di funzionamento del routing nelle reti odierne. Le reti sono costituite da endpoint e da dispositivi intermedi che le connettano. Tra il vostro PC e Google.com potrebbero esserci dai 20 ai 100 tra router e switch. Ogni router possiede molte port network-interfaccia, un pacchetto arriva ad un port, il router lo esamina e determina dove stia tentando di andare e lo invia al port che lo porterà più vicino alla destinazione.

Quando il vostro PC invia un pacchetto non sa come farlo arrivare a destinazione, quindi marca semplicemente il pacchetto con la destinazione desiderata e lo dà al nodo successivo, fidandosi del fatto che questo router e tutti quelli seguenti porteranno il pacchetto a destinazione, sapendo che questa operazione succede trilioni di volte al secondo in tutto il mondo e che praticamente ogni pacchetto raggiunge la destinazione prescelta.

Non esiste nessuna mappa di internet per pianificare il percorso che un pacchetto dovrebbe prendere per raggiungere la sua destinazione. Il vostro PC non sa in anticipo l’intero percorso fino alla destinazione. Questo non lo sa inoltre neanche il primo router, e neanche quelli successivi. Ogni snodo sa che il nodo successivo sarà di un passaggio più vicino alla destinazione.

Per sapere dove esattamente mandare allo step successivo il pacchetto, ogni router utilizza i cosiddetti algoritmi di routing, i quali gli permettono di dedurre dove dovrà mandare il pacchetto. Eseguire questi complicati algoritmi richiede una buona potenza di CPU, quindi ogni router è un dispositivo dispendioso che esegue gli stessi calcoli che fanno gli altri router per ottenere i risultati leggermente diversi dagli altri di cui ha bisogno.

Network più grandi richiedono più potenza di calcolo. Il numero e i tipi di port sul router non cambia, ma le capacità di calcolo richieste evolvono e quindi capita che certe attrezzature abbiano bisogno di essere aggiornate, non essendo più in grado di applicare gli algoritmi di routing richiesti per la grandezza attuale della rete. A volte questo significa semplicemente aggiungere un po’ di RAM, ma spesso vuol dire doversi fornire di una nuova CPU specializzata in tal ruolo, facendo ovviamente la felicità di fornitori di attrezzature o prestazioni di network.

La radicale semplificazione proposta con OpenFlow

L’idea base di OpenFlow è che le cose andrebbero meglio se i router avessero molte meno responsabilità e si limitassero a scaricare le informazioni di routing da un grande route compiler centrale, al quale siano tutti collegati, il cosiddetto RCITS. La potenza di CPU richiesta da un router sarebbe quindi funzione della sua velocità e della quantità delle sue port. Con l’aumentare delle dimensioni della rete sarebbe solo il RCITS a richiedere aggiornamenti di prestazioni, non tutti i router. Inoltre il RCITS non sarebbe specifico di un fornitore, ma tutte le compagnie potrebbero competere sulle prestazioni di questo componente. Questo vuol dire che sarebbe molto più semplice di quanto non lo sia adesso poter cambiare fornitore per la propria network.

Ovviamente non è così semplice come lo stiamo dicendo ora, dovremmo considerare problematiche quali la ridondanza, che richiede RCITS multipli e meccanismi di failover. Un router individuale ha bisogno di essere abbastanza intelligente da sapere dove dirigere i dati di comunicazione tra sé stesso ed il RCITS ed il canale di comunicazione va messo in sicurezza. Il protocollo OpenFlow affronta tutti questi nodi da sciogliere, usando il termine controller o controller platform al posto di RCITS.

Fonti:

1. Hoelzle, U. 2012. Keynote speech at the Open Networking Summit; http://www.youtube.com/watch?v=VLHJUfgxEO4.

2. Katti, S. 2012. OpenRadio: virtualizing cellular wireless infrastructure. Presented at the Open Networking Summit; http://opennetsummit.org/talks/ONS2012/katti-wed-openradio.pdf.

3. Lin, G. 2012. Industry perspectives of SDN: technical challenges and business use cases. Presentation at the Open Networking Summit; http://opennetsummit.org/talks/ONS2012/lin-tue-usecases.pdf (slides 6-7).

4. An open standard that enables software-defined networking – Thomas A. Limoncelli, 2012.

5. SIGCOMM Demo. 2008; http://www.openflow.org/wp/2008/10/video-of-sigcomm-demo/.

 

 

кредитные карты каспий банкачитать чужую перепискувзломать пользователя оквзять кредит онлайн с плохой кредитной историейcasino makine oyunlar?gazino oyunlar?стоит ли брать кредит в альфа банкевосхождение килиманджаро веснакредитные карты заявка во все банкижелта¤ лихородка танзани¤парк у подножи¤ килиманджаропарк нгоронгороpr компании в интернете юридическойпосуда сайтандроид разработка приложенийtranslate italian in englishвнутренняя поисковая оптимизация сайтакаталог конвекторылечение хламидиоза и уреаплазмозаmacbook pro case incipio vs speckупаковочные материалы в москвеоформление справки 086 у спбhero 3 silver pricewatch italian

Facci sapere cosa ne pensi!