Uno studio effettuato dalla London School of Economics, visto l’impatto economico del cloud computing nei settori aerospaziale e smartphone del Regno Unito, USA, Germania e Italia dal 2010-2014, ha rilevato una piccola battuta d’arresto da parte dell’Europa nei confronti degli USA nella crescita del cloud computing. Il rapporto completo si intitola ‘Modelling the Cloud’, di Jonathan Liebenau, Patrik Kärrberg, Alexander Grous e Daniel Castro.
Investire nel cloud computing, dice lo studio, contribuisce alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Inoltre, è direttamente “creazione di occupazione” attraverso la fornitura di data center che ospitano il cloud.
Utilizzando il cloud computing le aziende di ogni dimensione diventano più produttive permettendo ai dipendenti qualificati di concentrarsi sulle aree più vicine al loro lavoro, tralasciando tutta la gestione dei dati. Lo studio mostra anche che vi è in realtà poco rischio di disoccupazione investendo nel cloud, le aziende hanno più probabilità di far circolare e di ri-formare il personale. Commentando lo studio, John Vassallo, vice presidente degli affari europei presso Microsoft, ha dichiarato:
“Il cloud computing sta influenzando il carattere del lavoro nei vari settori, generando nuove esigenze di competenze, occupazione e opportunità di crescita. Lo studio della London School of Economics sottolinea questi fenomeni con una rigorosa analisi economica, con grandi previsioni di crescita come conseguenza della transizione alle tecnologie cloud”.
Ma i ricercatori hanno scoperto che il livello di impatto del cloud su un business dipende da una serie di fattori, in primo luogo il tipo di settore in cui è coinvolta l’azienda e il contesto normativo in cui opera. Il cloud ha un effetto molto maggiore sui settori web-based rispetto ai tradizionali servizi di produzione ad alta tecnologia. Per esempio:
- Nel Regno Unito dal 2010 al 2014, il tasso di crescita nel cloud relativo ai posti di lavoro nel settore degli smartphone è del 349%, contro il 52% di crescita nel settore aerospaziale.
- In Germania e in Italia è previsto rispettivamente pari al 280% contro il 33%, 268% contro il 36%.
- Tra i paesi analizzati nello studio, gli Stati Uniti sembrano essere più all’avanguardia in termini di creazione di posti di lavoro nel cloud, forse per i costi dell’elettricità più bassi e meno regolamentazione restrittiva del lavoro rispetto all’Europa.
Per incentivare lo sviluppo del cloud computing, lo studio suggerisce che i responsabili politici europei devono valutare attentamente le seguenti aree:
- Una riqualificazione in ‘competenze digitali';
- Prezzi dell’energia più bassi. In particolare fornire incentivi alle imprese che adottano energia pulita;
- Garantire leggi sul diritto di privacy sui dati trasferiti nei vari cloud.





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