Rackspace, i suoi prodotti sono ora disponibili su OpenStack
Il provider di cloud hosting Rackspace ha annunciato ieri che i suoi prodotti Cloud Servers e Cloud Databases, facenti parte del gruppo di strumenti comunemente noto come Rackspace Cloud, sono ora disponibili in tutto il mondo sulla piattaforma cloud open source Open Stack. I nuovi prodotti sono distribuiti con un nuovo pannello di controllo utente che incorpora diverse migliorie nel menù e la possibilità di eseguire la ricerca dei server, per facilitare la navigazione.
Nel comunicato stampa che ha annunciato questo spostamento, Rackspace ha proclamato che “è la prima volta che una compagnia distribuisce un cloud pubblico aperto su larga scala basato su Open Stack”. Pur non essendo questo annuncio propriamente falso (in fondo è vero che si tratta della prima volta che incontriamo una distribuzione su scala potenzialmente così larga), è utile puntualizzare che non è la prima volta che una grande compagnia lancia dei servizi basati su OpenStack, come sottolineato in un nostro articolo precedente. I nuovi utenti vedranno quindi i servizi distribuiti sulla piattaforma OpenStack, mentre per i clienti già presenti nel suo cloud Rackspace ha specificato che potranno spostarsi sulla nuova piattaforma in qualsiasi momento. Molti utenti hanno già avuto l'opportunità di migrare verso i servizi cloud di OpenStack, dal momento che la compagnia ha attraversato una fase di testing e poi di roll out del servizio.
Dal punto di vista prestazionale la differenza fondamentale offerta dalla nuova piattaforma rispetto al passato è data dalla possibilità di sfruttare la velocità di deploying dei nuovi server di OpenStack, che risulta 25 volte più veloce della piattaforma precedente. Un cliente può infatti distribuire fino a 200 nuovi server cloud nel giro di 20 minuti, secondo quanto riportato da Rackspace. OpenStack rappresenta una posizione strategica per Rackspace, ed è diventato negli ultimi mesi il maggior impegno di sviluppo per la compagnia americana, come affermato dal CEO Lanham Napier dopo i risultati del primo trimestre del 2012. Il tentativo di arginare Amazon è quindi tutto centrato sulla possibilità di standardizzare l'ambiente sviluppatosi intorno ad OpenStack, speranza alimentata dall'interesse creatosi fin da subito intorno a questa piattaforma aperta, similmente a quanto accadde per Linux ai suoi albori.
“Il nuovo cloud aperto è stato lanciato per costituire un'offerta alternativa rispetto al cloud proprietario di altri grandi provider. Tra le altre cose questo significa che gli utenti cloud hanno più scelta e flessibilità ed i nostri clienti possono evitare il lock-in del fornitore. Il nostro nuovo cloud aperto è pronto per la produzione e disponibile per decine di migliaia di clienti”, ha affermato Nigl Beighton, vice presidente di tecnologia a Rackspace.I clienti saranno liberi di poter scegliere di distribuire servizi cloud privati, pubblici o ibridi sui nuovi servizi alimentati da OpenStack, usufruendo dei data center Rackspace o di qualsiasi altra infrastruttura in base alle proprie esigenze.