SeaMicro, i server ripensati per scalare
SeaMicro, la startup che ha costruito un business nel mercato dei microserver in bassa potenza ha annunciato l'integrazione del chip Intel Xeon all'interno dei suoi box. SeaMicro che riempie di centinaia di chip Intel basati su Atom i suoi server per flussi di lavoro più piccoli, ha gradualmente dimostrato a Intel e al resto del mercato quanto sia diventata forte la richiesta di architetture a bassa potenza. Intel è arrivata a progettare un chip Atom speciale solo per SeaMicro che fornisce la capacità che i clienti di data center stavano cercando. Ma ora si sta andando oltre.
Con l'annuncio di martedì SeaMicro ridefinisce la sua visione tradizionale di server, spezzando un server in tre diversi chip componenti: la CPU, la memoria e la ASIC proprietaria di SeaMicro che aiuta le centinaia di chip del box a comunicare tra loro. La cosa da evidenziare qui è quanto velocemente e con quale impeto abbiano voltato pagina gli operatori dei data center nel campo dei server e dell'industria di chip, che è stata a lungo dominata da venditori che fornivano innovazione al ritmo che volevano.
Ma adesso la densità la potenza e la richiesta di performance di compagnie come Facebook, Google e altre sta guidando i venditori di chip e l'industria dei server a reagire. E finora SeaMicro ha reagito più velocemente di altre compagnie più grandi, offrendo quattro differenti iterazioni dei suoi server in risposta alla richiesta del mercato, in soli 18 mesi. La buona volontà di Intel nell'ascoltare e imparare da SeaMicro, e la sua graduale presa di coscienza del fatto che bisogna riporre una particolare attenzione al mercato dei microserver, è anch'essa un segno di un cambiamento nel settore.
Andrew Feldman, CEO di SeaMicro, ha spiegato che un attuale server di SeaMicro può rimpiazzare 500 macchine di 5 anni fa ed eseguire al 96 per cento della potenza precedente. Per i server di oggi, questi offrono una densità tripla alla metà della potenza, e questo è stato più volte evidenziato da Feldman. Queste caratteristiche sempre più ottimizzate permettono di risparmiare energia e migliorare le prestazioni di tutto il lavoro che viene svolto dentro il data center.
Questi box supporteranno database, applicazioni e web server, e aiuteranno a venire incontro alla forte richesta di scalabilità dei data center. Feldman stesso ha chiarito che l'architettura di questi box e il chip SeaMicro all'interno che gestisce l'ampiezza di banda dentro il box sono componenti flessibili. Oggi supportano chip Atom e Xeon, ma un domani potrebbero supportare un'architettura CPU completamente diversa, come ad esempio quella offerta da Tilera o anche basata su chip ARM se la domanda è lì.
Tra gli esempi illustri di utilizzatori citiamo Mozilla che ha riposto le sue speranze su SeaMicro per la sua prossima generazione di server ed il governo federale degli USA che si è dimostrato molto interessato alla loro adozione. Dal momento che stiamo ormai entrando nell'era dei data center da 100 megawatt (un singolo megawatt può dare energia a 800 case, giusto per avere chiare in mente le dovute proporzioni) situati in edifici di grandezza pari a più campi da calcio, gli sforzi per ridurre sia il consumo di energia che aumentare la densità sono essenziali per alimentare la nostra dipendenza da spazi nel web.