IBM, i server OpenPower salgono a bordo del cloud SoftLayer

Un servizio cloud IaaS sarà lanciato da IBM su piattaforma OpenPower per dimostrare la validità di questa architettura come alternativa a quella x86

IBM, i server OpenPower salgono a bordo del cloud SoftLayer

Nel corso dei prossimi mesi, IBM rilascerà un nuovo servizio cloud che funzionerà sui server basati sull’architettura OpenPower sviluppata da Big Blue. L’obiettivo di questa scelta è la volontà di IBM di espandere il mercato dei processori Power, cercando di sottrarre importanti quote di mercato a Intel nel settore dei data center.

Attraverso SoftLayer, quindi, gli utenti potranno usare un servizio IaaS usando dei sistemi OpenPower, disponibili inizialmente solo presso il data center di Dallas. Gli altri data center verranno attivati a seguire, con una conseguente espansione mondiale del servizio che avverrà nel corso dei mesi successivi al primo lancio.

L’iniziativa OpenPower è stata avviata da IBM circa due anni fa, con l’obiettivo di licenziare l’uso delle architetture Power agli altri produttori server, per conquistare così ambienti come quelli del provider Google e del cloud di Amazon AWS.

Questi colossi appena citati basano attualmente la propria infrastruttura su server x86 e IBM ha tutta l’intenzione di dimostrare che OpenPower è una buona alternativa, soprattutto in ambito cloud.

IBM, infatti, sostiene che i chip Power offrono un miglior compromesso fra costi e performance rispetto all’architettura x86, soprattutto per alcuni workload, come quelli che richiedono molto memoria tipo l’analisi dei set di dati.

Il progetto OpenPower alla conquista del mondo x86

Lo stesso Brad McCredie, socio IBM e presidente della Fondazione OpenPower, ha dichiarato che la chiave metrica per valutare l’investimento in OpenPower è il TCO, da ottimizzare magari usando l’architettura anche nei processi di sviluppo delle applicazioni ospitate sull’infrastruttura ibrida Bluemix di IBM.

I sistemi OpenPower sono stati progettati per eseguire le applicazioni Linux e IBM ha modificato i suoi ultimi chip Power per creare una compatibilità che garantisca la gestione e l’eseguibilità dei dati e delle applicazioni destinate ai processori x86. In questo modo, per gli sviluppatori è semplice effettuare il porting delle proprie applicazioni Linux dall’architettura x86 a quella Power.

La OpenPower Foundation ha circa 100 membri partecipanti, che contano anche alcuni produttori server come Tyan, Hitachi e Wistron e alcuni colossi della componentistica come Nvidia, Mellanox e Micron, a cui si affianca il distributor di Linux Ubunu, Canonical.

Anche Google fa parte della fondazione e di recente ha mostrato una scheda OpenPower progettata per test, anche se ancora il colosso di Mountain View non ha ancora deciso di convertirsi a questa nuova architettura.

IBM è la prima azienda a offrire un servizio cloud basato su server OpenPower, sebbene Rackspace ha dichiarato che replicherà l’offerta quanto prima e il provider francese OVH offre un servizio OpenPower per gli sviluppatori che si cimentano nella costruzione di applicazioni a uso intensivo di dati.

Per ora, IBM non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle configurazioni o sui listini del nuovo servizio cloud che da qui a poco partirà su server OpenPower.программы для взлома паролей wi fi сетейwihack 4pdaполучить кредитку без справки о доходахmerit park casinobeetle maniaкредитные карты дельта банкаальфа банк оплата кредита картойвосхождение на килиманджаро киевпарки африкитанзани¤ ценывзять займ на карту быстроevent caricature in nycпутевки из харьковапосуда магазинenglish swedish translationпродвижение статьямистроительство домов барнаулбиомедис м отзывыБелоруссия нужна ли виза украинцамадвокат украинапутевка на мальдивы все включено ценаLIC727 EGO (Red24option review 2014