Amazon aggiunge il servizio di Cross-Origin Resource Sharing

Amazon sta aggiungendo capacità di condivisione di risorse multi-origine al suo servizio di storage S3, permettendo in tal modo agli sviluppatori di costruire più facilmente applicazioni web che accedano ai dati memorizzati nel cloud della compagnia. Gli sviluppatori possono ora implementare in Amazon S3 l’upload drag and drop basato su HTML5, mostrare la finestra di progresso nell’upload, aggiornare i contenuti. Finora gli sviluppatori hanno avuto bisogno di eseguire un server proxy personalizzato tra la loro applicazione web ed S3 per supportare queste capacità, che l’hanno reso più complicato.

Il Cross-Origin Resource Sharing (CORS) permette agli sviluppatori di costruire applicazioni web che effettuino richieste ad altri domini oltre quello che ha fornito i contenuti primari. Pagine web esterne, fogli di stile, e applicazioni HTML5 ospitate in differenti domini possono ora usare web font e immagini archiviate in S3, permettendo a queste risorse di essere usate tra siti web multipli.

Lo staff di amministrazione di sistema e gli sviluppatori possono usare la console di gestione di Amazon o la API S3 per configurare un bucket S3 per CORS. Per essere in grado di usare richieste cross-origin, gli sviluppatori devono creare la cosiddetta configurazione CORS, ovvero un documento XML con delle regole che identifica cosa può accedere ad un bucket S3. Gli sviluppatori possono aggiungere fino a 100 regole al documento di configurazione, come scritto nella guida agli sviluppatori presente in S3.

Archiviare dati in S3 usando l’offerta standard di Amazon costa di base 0,125 dollari per gigabyte al mese fino al primo terabyte di dati, ed Amazon offre anche un’opzione di ridondanza più economica. Inoltre gli utenti devono pagare per le richieste ed il trasferimento dati dal cloud di Amazon.

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